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Ucraina: perché gli Stati Uniti ostacolano la pace?

Ucraina: nessuna pace

Tabella dei contenuti

La Russia propone Negoziati, gli Stati Uniti rifiutano

Per la quinta volta dal 2008, la Russia ha proposto di negoziare la pace in Ucraina con gli Stati Uniti su accordi di sicurezza, con le ultime proposte avanzate dal presidente Vladimir Putin il 14 giugno 2024.

Questo pattern ricorrente di offerte russe e rifiuti americani rivela una dinamica complessa e profondamente radicata nelle relazioni internazionali post-Guerra Fredda, mettendo in luce le tensioni geopolitiche che hanno portato all’attuale crisi in Ucraina.

La strategia americana di indebolimento della Russia

Dalla caduta dell’Unione Sovietica nel 1991, la grande strategia degli Stati Uniti è stata quella di indebolire la Russia.

Questa visione, inizialmente articolata da figure come Richard Cheney nel 1992 e Zbigniew Brzezinski nel 1997, prevedeva lo smembramento della Russia o la sua divisione in entità confederate.

Questa strategia si è manifestata in vari modi nel corso degli anni:

  1. L’espansione della NATO verso est, nonostante le promesse fatte a leader sovietici e russi che ciò non sarebbe accaduto.
  2. Il bombardamento NATO della Serbia nel 1999, alleata della Russia, che ha portato all’installazione di una base militare NATO in Kosovo.
  3. Il sostegno alle guerre cecene contro la Russia nei primi anni 2000.
  4. L’aggressiva spinta per l’adesione di Ucraina e Georgia alla NATO, vista come un tentativo di accerchiare la flotta russa in Crimea.

La Nato

L’allargamento della NATO ha incluso 14 paesi dell’Europa centrale, orientale e dell’ex Unione Sovietica tra il 1999 e il 2020, con promesse di futura adesione per Ucraina e Georgia.

Questa espansione ha alimentato le tensioni con la Russia, che ha visto in essa una minaccia diretta alla propria sicurezza nazionale.

Le proposte russe di negoziato

In risposta a questa percezione di accerchiamento, la Russia ha ripetutamente proposto negoziati per accordi di sicurezza che garantissero la stabilità per tutti i paesi coinvolti.

Le cinque principali proposte sono state:

  1. 2008, il presidente Medvedev propose un Trattato di sicurezza europeo, chiedendo sicurezza collettiva e la fine dell’unilateralismo della NATO.
  2. 2014, dopo il rovesciamento del presidente ucraino Yanukovich, Putin cercò una soluzione negoziata alla crisi in Ucraina.
  3. 2015, con gli accordi di Minsk II, che prevedevano l’autonomia del Donbass e la fine delle violenze da entrambe le parti.
  4. 2021, dicembre, cercando di evitare l’espansione della NATO in Ucraina, Putin propose un “Trattato tra gli Stati Uniti d’America e la Federazione Russa sulle garanzie di sicurezza”.
  5. 2024, giugno, con le ultime proposte di Putin per porre fine alla guerra in Ucraina.

La risposta americana e le conseguenze

Ogni volta, perseguendo una strategia di confronto e sostegno militare all’Ucraina, gli Stati Uniti hanno respinto o ignorato queste offerte.

Questa posizione ha portato a una serie di conseguenze:

  1. L’escalation del conflitto in Ucraina, con migliaia di morti e distruzioni diffuse.
  2. L’aumento delle tensioni tra Russia e Occidente, con il rischio di un confronto più ampio.
  3. Il deterioramento delle relazioni diplomatiche e l’imposizione di sanzioni economiche.
  4. L’instabilità regionale e globale, con ripercussioni su economia, energia e sicurezza.

La situazione attuale

L’Ucraina si trova ora in gravi difficoltà sul campo di battaglia, con pesanti perdite umane e territoriali.

Nonostante ciò, l’amministrazione Biden continua a rifiutare i negoziati, sostenendo la possibilità di una vittoria ucraina sul campo.

Questa posizione è stata criticata da molti esperti come irrealistica e potenzialmente pericolosa.

Le proposte attuali della Russia includono:

  1. La neutralità dell’Ucraina (nessuna adesione alla NATO)
  2. Il riconoscimento della Crimea come territorio russo
  3. Cambiamenti di confine nell’Ucraina orientale e meridionale
  4. La protezione dei diritti dei cittadini di lingua russa in Ucraina
  5. La rimozione delle sanzioni occidentali contro la Russia

Mentre alcuni punti potrebbero essere negoziabili, altri, come la neutralità dell’Ucraina e lo status della Crimea, sembrano essere linee rosse per la Russia.

L’importanza dei negoziati

Gli esperti sottolineano l’importanza di avviare negoziati, ricordando le parole di John F. Kennedy: “Non negoziare mai per paura, ma non aver mai paura di negoziare”.

Essi avvertono che l’approccio attuale degli Stati Uniti rischia di prolungare il conflitto e potrebbe portare a un’escalation pericolosa, incluso il rischio di un confronto nucleare.

La situazione in Ucraina rimane critica, con il paese sotto legge marziale e il pubblico privo di voce in capitolo sul proprio destino.

Gli osservatori internazionali sottolineano la necessità urgente di un cambio di rotta nella politica estera statunitense, passando dal confronto al dialogo.

Prospettive future

La comunità internazionale guarda con preoccupazione all’evolversi della situazione, sperando in un cambiamento di approccio che possa portare a una risoluzione pacifica del conflitto.

Molti analisti ritengono che un compromesso sia inevitabile e che la continuazione del conflitto porterà solo a ulteriori perdite e instabilità.

Le possibili vie d’uscita includono:

  1. L’accettazione della neutralità dell’Ucraina in cambio di garanzie di sicurezza internazionali.
  2. Un accordo sui confini che tenga conto delle realtà sul campo, ma che rispetti anche l’integrità territoriale dell’Ucraina.
  3. Un piano di ricostruzione e sviluppo economico per le regioni colpite dal conflitto.
  4. Un graduale allentamento delle sanzioni in cambio di specifici passi verso la pace.

Conclusione

Mentre la Russia continua a proporre negoziati, la risposta degli Stati Uniti e della NATO rimane invariata.

La situazione in Ucraina serve come un ammonimento sulle conseguenze di una diplomazia fallita e dell’escalation militare.

Il futuro della sicurezza europea e delle relazioni internazionali dipenderà dalla capacità delle parti di superare le diffidenze reciproche e di impegnarsi in un dialogo costruttivo.

La storia ci insegna che anche i conflitti più intricati possono essere risolti attraverso negoziati pazienti e di buona fede.

La sfida per i leader mondiali è ora quella di trovare il coraggio e la saggezza per sedersi al tavolo delle trattative, prima che sia troppo tardi.

Il destino dell’Ucraina, e potenzialmente la stabilità globale, dipendono da questa cruciale decisione.

Carlo Makhloufi Donelli

Di questi argomenti abbiamo parlato anche qui:
https://giornalismolibero.com/la-smobilitazione-della-nato-per-lucraina-una-battaglia-persa-per-zelensky-e-un-compromesso-ambiguo-per-biden/

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