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Copertina: Stalin? Ha perso, anche se ha vinto
Stalin. Ha perso, anche se ha vinto
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Ne ho abbastanza!

Uomo affaticato davanti ad un grosso piatto dal quale sta mangiando

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È ora di dire basta a tutte le balle e le continue prese in giro che ci vengono elargite giornalmente da una stampa prona, non solo al “padrone di turno” – che poi sono sempre gli stessi – ma anche e soprattutto all’imbecillità più totale e spudorata.

La tragedia senza fine tra Palestina ed Israele

È da oltre un secolo che la questione tra Palestina ed Israele causa feriti, morti e disastri su disastri, non solo nel Medio Oriente, ma, per gli effetti collaterali di tipo finanziario, sociale e politico, anche in tutto il resto del mondo, e la situazione non accenna minimamente a risolversi né, tanto meno, ad essere vicina ad una soluzione che possa garantire, almeno per i prossimi dieci o venti anni, una parvenza di convivenza civile fra due popoli.

La cecità dei politici e della popolazione

Ma quello che più mi sconvolge a livello di logica mentale è la completa e più totale cecità non solo di praticamente tutti i nostri politici – Italiani ed Europei, beninteso – ma anche della maggior parte della popolazione che, lungi dal cercare di farsi una propria opinione andando a studiare la storia di questo lembo di terra, devastata da oltre 20 secoli di lotte fratricide, o di cercare le infinite reali notizie che si possono trovare in rete, si accontentano di farsi riempire le orecchie di insulse menzogne dai lacché al servizio del potere ebraico sparso per tutto il mondo e a capo delle più importanti organizzazioni economico/finanziarie esistenti.

Il potere e le relazioni familiari

Tanto per fare un semplice esempio che, però, può essere emblematico, basti sapere che il nostro caro signor Biden, capo esecutivo di una delle nazioni più potenti della Terra, ha come moglie e sposi di due dei suoi figli, Hunter Biden e Ashley Biden, ovvero Melissa Cohen e Howard Kerin, provenienti da due famiglie ebraiche abbastanza note.

La guerra nel Medio Oriente e l’indifferenza mondiale

Basta considerare un’altra guerra fra due popoli che ha avuto delle tragiche conseguenze a livello umanitario, ma che, a differenza di questa, non ha prodotto praticamente nessun interesse da parte dell’opinione pubblica mondiale, e mi riferisco a Ruanda e Uganda, fin dagli anni ’60 e perdurante fino al 1994 ed oltre, due etnie, Hutu e Tutsi, si sono sterminate a vicenda producendo uno dei genocidi più violenti di tutta la storia dell’umanità, soprattutto perché le oltre 800 mila morti, derivanti dai vari colpi di stato che si sono susseguiti per 3 decenni, sono state prodotte non con delle guerre vere e proprie, ma attraverso una sistematica eliminazione a colpi di machete, per le strade delle città Ruandesi e, cosa ancora più importante, fra la totale indifferenza del mondo occidentale.

La lunga faida tra etnie

Da notare che questa specifica faida fra etnie non ha riguardato solo quel periodo relativamente breve di 30 anni, ma la si può riscontrare da oltre due secoli, in quanto, come spesso accade, questi due popoli si combattono praticamente da sempre, e i fatti del 1994 – splendidamente riassunti nell’illuminante film “Hotel Ruanda” – sono solo l’epilogo (speriamo) di una lotta che continua, appunto, da oltre 2 secoli.

La situazione attuale tra Israele e Palestina

Ma esaminando la questione, e prescindendo dalle atrocità che sono state commesse, si può dire che la questione ha riguardato nello specifico solo quei due popoli, senza per altro coinvolgere l’intero mondo nella disputa – anche perché l’occidente, belgi e francesi in testa, si sono ben guardati dal farsi coinvolgere – come al contrario sta succedendo per quanto riguarda Israele e Palestina.

La speranza in un risveglio globale

Ora io non voglio ripercorrere i duemila anni di storia che riguardano le vicende israelo-palestinesi (già ampiamente trattate in altri articoli), ma vorrei porre l’accento sui fatti che si stanno dipanando sotto i nostri occhi in questi ultimi tempi.

https://www.wired.it/article/israele-piano-palestina-fine-guerra

La minaccia contro i palestinesi

Per dirla chiaramente, come viene fatto da svariati esponenti del governo israeliano, nonché da moltissimi uomini di spicco di quel paese, se potessero farlo senza suscitare una levata di scudi da parte del resto del mondo, procederebbero tranquillamente all’eliminazione fisica totale di tutti i palestinesi, in quanto per loro non sono degni di restare su quella Terra e, al contrario di quanto sancito dalla storia, sono solo degli “abusivi” in casa loro.

Il concetto del “popolo eletto”

Parafrasando un celebre proverbio, è come il bue che dà del cornuto all’asino. È da tanto tempo che mi riprometto di scrivere un articolo ben dettagliato che esamini la storia di questi due popoli a partire dal 1500 AC, cioè fin da quando, sotto il regno di Ramses III, ci fu la famosa cacciata del popolo ebraico e, prima o poi, riuscirò nell’intento. Quello che più mi preme sottolineare in queste poche righe è che la questione dovrebbe essere posta in tutt’altro modo e analizzata sotto una luce differente. Infatti, basta pensare a quanto i vertici del popolo di Israele hanno sempre detto e sostenuto – tutto il popolo per la verità – e cioè che loro sono il “popolo eletto” e che, in sostanza, tutti gli altri non contano, in quanto inferiori.

Prospettive future e preoccupazioni

D’altronde, se la logica ha un significato, quando qualcuno si autodefinisce “eletto” sottintende naturalmente che gli altri non lo siano, per cui sono di conseguenza “inferiori” e quindi non hanno alcun valore. Ma visto e considerato che, a parer mio, siamo solo agli inizi di quello che, con molta probabilità, succederà nei prossimi tempi, sono curioso di vedere quando, nel mondo, si potrà vedere un risveglio da questo intorpidimento generale e, finalmente, si potrà avere un qualche tipo di soddisfazione per il riconoscimento della verità oggettiva.

La paura dell’espansione del conflitto

Considerando che va riconosciuta al popolo di Israele una capacità assolutamente unica nel suo genere, cioè quella di essere riusciti a posizionare dei loro uomini ai vertici delle massime cariche in quasi tutti i governi mondiali e, soprattutto, nelle più grandi organizzazioni finanziarie esistenti – BlackRock, Vanguard Street Steel ecc. – ho tanta paura che questo giorno non arriverà mai, e, quindi, l’unica nostra speranza resta quella che quel maledetto focolaio, acceso ormai da troppo tempo, non si propaghi al resto del mondo, incendiandolo definitivamente.

Conoscendo la natura umana, però, penso che questa mia speranza sia del tutto vana.

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