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Malattia: che cos’è e cosa fare per evitarla

Malattia come evitarla

Tabella dei contenuti

Se analizziamo la malattia osservando le persone ammalate che ci circondano sorge spontanea una domanda: per quale motivo molte di loro, nonostante i trattamenti terapeutici ai quali vengono sottoposte, non guariscono?

Come mai ci si ammala?

La risposta è molto semplice per tutti quelli che applicano il buon senso, e capiscono che l’organismo è un tutt’uno altamente integrato, ma contemporaneamente composto da 60 trilioni di microrganismi, le cellule, dato che ogni cellula è la base fondamentale di quell’organismo e contiene in sé stessa tutte le informazioni necessarie a far vivere e prosperare l’organismo nel quale vive; questo è, né più né meno.

Io non sono Carlo, io sono 60 x 1018 Carletti.

In base a questo principio discende che la salute dell’insieme dipende dalla salute di ognuna delle parti che lo compongono.

La cellula:

La cellula è l’unità basica dell’economia ergochimica degli esseri viventi, se le cellule si ammalano tutto l’insieme si ammala.

Pertanto l’attenzione terapeutica, diciamo generica o basica, dovrebbe essere posta a recuperare la salute cellulare.

Ed a questo punto sorge spontanea un’altra domanda: cosa fare affinché le cellule restino sane e possano funzionare nel modo corretto?

Come mantenere la cellula in buona salute:

La risposta è altrettanto semplice: la cellula deve vivere una vita “felice”, realizzando le sue proprie funzioni, nutrendosi e riproducendosi.

Affinché si possano realizzare le funzioni anaboliche e cataboliche cellulari all’interno di un “sistema” organico composto da funzioni interdipendenti sono necessarie tre condizioni essenziali:

1º Una corretta nutrizione cellulare (Trofismo). 
2º Una relazione armonica con l’ambiente in cui vive (Omeostasi). 
3º Una adeguata temperatura (Isotermia).

Il Trofismo: 

La nutrizione cellulare dipende dallo stato in cui si trova l’ambiente interstiziale che circonda la cellula, e questo è composto prevalentemente da acqua organica, che è la parte più presente all’interno del sangue (il 90% del sangue è acqua). 

Quest’acqua è un componente molto fluido che aderisce alla parete cellulare per permettere gli scambi intracellulari di sostanze nutrienti. 

E’ evidente che le cellule possono essere paragonate ai pesci (vivono in un ambiente acquoso) e, proprio come i pesci, richiedono che l’ambiente in cui vivono sia loro adatto. 

La stessa cosa accade ai pesci dei fiumi, dei mari o degli oceani: se l’ambiente in cui vivono è pulito e “dinamico”, ovvero in perenne movimento, per loro è un “letto di vita”, se invece è sporco o stagnante è un “letto di morte”.

La biologia moderna considera che la “pelle” della cellula è circondata da uno strato fluido di acqua molto pura (la parte più fluida del sangue è quella che aderisce alla membrana plasmatica), dove si trovano “disciolti” i componenti basici della nutrizione cellulare quali il sodio, potassio, calcio, ferro, magnesio ecc. in forma ionica. 

Se quest’acqua “profonda” si contamina, a causa del fatto che la carica tossica ingerita attraverso la dieta quotidiana e la respirazione supera la capacità di depurazione degli organismi deputati a questo compito, in particolar modo fegato, reni e polmoni, è inevitabile e fuori di dubbio che l’ambiente interstiziale si “sporca” convertendosi poco a poco in un ambiente contaminato e tossico.

L’acqua, solvente universale:

In termini maggiormente scientifici possiamo dire che si produce una polimerizzazione eccessiva (Clusters in inglese) che interferisce con i processi osmotici cellulari provocando la “fame cellulare”.

I nutrienti trovano difficoltà a passare attraverso i pori della cellula (microtubuli) in presenza di una eccessiva polimerizzazione. 

Bisogna tener presente che le porte di entrata attraverso le quali le sostanze nutrienti giungono al cuore della cellula sono estremamente piccole, nell’ordine di 10 ångström, che equivalgono al diametro di tre molecole di acqua.

È facile comprendere che se intorno alla cellula esistono Clusters (grappoli) composti da legami multipli di idrogeno (maglie elettrostatiche), che possono giungere a generare polimeri composti da centinaia di legami idrogeno, le sostanze nutrienti non riescono ad entrare all’interno della cellula (se pensiamo alla nostra bocca sappiamo che non possiamo mangiare un grappolo d’uva in un boccone, ma lo possiamo mangiare separando gli acini dal grappolo e mangiandone pochi alla volta). 

Se riusciamo ad eliminare il Cluster, poiché è questo il problema, ovvero a rompere i legami idrogeno che compongono i polimeri, miglioreremo immediatamente il trofismo cellulare.

La Omeostasi:

L’attività armonica è in funzione della sintonia energetica con il resto del “sistema” organico.

Oggi sappiamo che tutte le cellule umane mantengono un potenziale bioelettrico a livello delle membrane cellulari,  che sono le responsabili di tutte le funzioni biochimiche di assimilazione, trasformazione e dissimilazione, e che questo potenziale è comune a tutte le cellule. 

Questo è, dato che tutte le cellule umane vibrano ad una medesima frequenza prodotta dalla lunghezza d’onda media di circa 9´4 micrometri, all’interno del range tra 6 e 30 micrometri, che corrisponde al c.d. bioinfrarosso umano. 

Detto questo è facile capire che le radiazioni elettromagnetiche non controllate inevitabilmente influiscono sull’equilibrio bioelettrico cellulare. 

Se riusciamo ad armonizzare tutto il nostro “sistema” organico, sarà per noi possibile conseguire la corretta omeostasi; cioè, potenziando la risposta immunitaria sia contro l’aggressione esogena (fattori medio ambientali) quanto endogena (fattori emozionali).

L’Isotermia:

Il sangue circolante ha la responsabilità di mantenere il calore organico nel suo giusto equilibrio (36´5 – 37 Cº), e per far ciò è necessario che il sangue giunga anche nei luoghi più remoti. 

Affinché il sangue circoli è necessario, indipendentemente dalla funzione cardio-respiratoria, aiutare il cuore soprattutto nel processo di ritorno del circolo sanguigno e che venga mantenuta una adeguata fluidità del sangue evitando la emoconcentrazione

Il primo obiettivo lo conseguiamo attraverso un esercizio fisico adeguato, soprattutto camminando

Il secondo lo conseguiamo attraverso tre passaggi importantissimi:
– bere molta acqua
– mangiare alimenti che contengano molta acqua quali frutta e verdura (facilmente digeribili e fluidificanti)
– eliminare lo stress emozionale che provoca la formazione di abbondanti radicali liberi, i quali acidificano il sangue e da ciò deriva l’apparizione di aggregati grassi (ateromatosi) che polimerizzano il sangue ed ostruiscono i canali attraverso i quali esso circola (arterie, vene, capillari). 

E’ per questo motivo che la raccomandazione generale di qualsiasi medico oggigiorno, soprattutto a persone in età avanzata, è di bere molta acqua e camminare

Il “contratto” cellulare:

V’è un tacito accordo tra il mio organismo e le cellule che lo compongono, una specie di contratto che dice “Voi, miei piccoli Carletti, lavorate per me ed io in cambio Vi darò calore (isotermia), cibo (trofismo), e Vi proteggerò (omeostasi) coordinandovi sotto un’unica gestione (l’intelligenza completa, che passa attraverso cervello e  sentimenti).

Se io mantengo l’impegno che assumo nei Vostri confronti Voi lavorerete per me, e mi farete avere salute ed una buona qualità di vita.

Se non lo manterrò, per esempio perché non mi alimento correttamente (carica tossica alimentare), o perché ho molte alterazioni di carattere affettivo (stress e competitività sociale) e sono sottoposto ad influssi negativi insiti nella attuale vita quotidiana (radiazioni elettromagnetiche non controllate) logicamente questo contratto non verrà onorato ed appariranno le prime avvisaglie di un conflitto tra lavoratori e direzione. 

Può accadere che i lavoratori non si ribellino ed inevitabilmente man mano che la situazione si mantiene tale essi diminuiscano la loro capacità riproduttiva (processi degenerativi) oppure che si ribellino rivoltandosi contro il “sistema” e, per cercare di trovare modi per sopravvivere, accelerino la loro capacità riproduttiva, dando in tal modo origine a processi neoplasici o tumorali.

L’infrarosso “medio” armonizza la frequenza dell’attività cellulare attraverso due meccanismi meglio descritti nel libro medico-scientifico che ho scritto per la mia ex società Akosol, attualmente in liquidazione, e che allego, nel quale spiego il rapporto di risonanza esistente tra i 6 ÷ 30 micrometri ed il diametro delle cellule umane e la sincronizzazione che l’infrarosso medio attua sui movimenti cinetico-quantici delle molecole di acqua.

Carlo Makhloufi Donelli

Di questi argomenti abbiamo parlato anche qui:
https://giornalismolibero.com/alimenti-la-loro-frequenza-vibrazionale/
https://giornalismolibero.com/campi-elettromagnetici-il-pericolo-invisibile-per-la-salute-umana/

Cos’è la malattia secondo Wikipedia:
https://it.wikipedia.org/wiki/Malattia

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