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Le conseguenze alle quali ci porterà lo scellerato Green Deal europeo

zombie europeo che prende la scossa

Tabella dei contenuti

La politica “pericolosa” dell’Unione Europea

Il governo centrale europeo, con i suoi lacci e lacchè, portavoce come la von der Leyen, il presidente Michel e l’intero apparato legato a loro e ai loro partiti, sta conducendo una politica totalmente disancorata dalla realtà scientifica dei fatti, ma profondamente “pericolosa” per l’avvenire economico, finanziario e sociale di tutta la cittadinanza, che, in qualche modo, fa parte di questo utopico disegno di unità continentale che dovrebbe chiamarsi “Stati Uniti d’Europa”!!!

L’illusione della transizione elettrica

Prendendo come primo esempio l’aspetto che coinvolge l’automotive globale, ho già avuto occasione, in un recente articolo, di segnalare come la direttiva europea con la quale, dal 2035 in poi, non si potranno più costruire motori endotermici – ovvero a combustione interna tramite fonti di energia da materie fossili – sia una immensa sciocchezza, in quanto, esaminando tutti i numeri coinvolti da questo specifico problema, si può desumere che l’intera UE non sarebbe mai in grado di produrre l’energia elettrica necessaria a coprire la richiesta di un intero parco macchine di tipo elettrico.

Peggio ancora, se alle automobili si dovesse aggiungere, prima o poi, il settore del trasporto pesante, che sarebbe del tutto utopico e assolutamente irraggiungibile, anche sviluppando centinaia di km quadrati di parchi fotovoltaici.

La sfida dell’approvvigionamento energetico

Infatti, tanto per richiamare alcuni dati, nell’anno appena concluso il consumo italiano di energia elettrica è stato pari a 301 TWh (teravattora, ovvero 1 miliardo di watt), di cui, già a queste dimensioni, solo l’81% è stato prodotto internamente, e siamo stati costretti a ricorrere all’importazione di un altro 18,9% dall’estero (prodotto per lo più da centrali nucleari francesi, beffa assurda) per soddisfare la domanda del nostro paese.

A conti fatti, se l’intero parco macchine dovesse diventare di tipo elettrico, il totale dell’energia richiesta sarebbe quasi il doppio, e, onestamente, ritengo che il nostro territorio non sarebbe in grado di soddisfare una tale richiesta a meno di non lasciare senza corrente elettrica un buon numero di fabbriche o case private. E, come detto, se anche il trasporto pesante – autotreni e camion – dovesse passare a trazione elettrica, la necessità di elettricità potrebbe raggiungere i 1000 o più TWh, andando nettamente al di fuori di ogni possibilità per la nostra attuale produzione (e questo non cambierebbe assolutamente, anche se fossimo in possesso delle famose centrali nucleari, che così sconsideratamente abbiamo deciso di smantellare nel 1985 con un referendum assolutamente miope e stupido).

https://www.terna.it/it/media/comunicati-stampa/dettaglio/consumi-elettrici-2023

Le emissioni di CO2 e l’inefficacia della manovra UE

E qui arriviamo alle note dolenti, in quanto, come ci viene riferito da un quotidiano che non si può ritenere in assoluto modo pro-governo, ma semmai molto critico nei suoi confronti – il Sole 24 Ore – e non solo da lui, veniamo a sapere che il totale delle emissioni di CO2 da parte dell’intero parco auto (e aggiungerei dei mezzi pesanti) in tutta l’Europa, equivale a circa l’1% del totale emissioni mondiali, per cui non solo la manovra dell’UE è totalmente inutile, ma anche pericolosamente dannosa per l’intera industria che gira intorno al mondo delle automobili.

La questione del riscaldamento globale

Ma ancora peggio è il concetto fondamentale che viene espresso da tutta quella marmaglia di politici assolutamente ignoranti e arroganti al tempo stesso, secondo la quale le cause del riscaldamento globale siano di natura antropica e non naturale (antropico vuol dire che viene provocato dall’uomo), non tenendo assolutamente conto degli studi recenti che riportano l’aumento della CO2 in atmosfera come assolutamente insignificante ai fini del riscaldamento della stessa.

https://www.ilsole24ore.com/art/le-automobili-emettono-l-1percento-co2-ecco-prove-AE8MlslB

Composizione dell’atmosfera

Per spiegarmi meglio, bisogna innanzitutto comprendere come è composta l’atmosfera. Essa è composta da diversi gas in varie percentuali e, principalmente, troviamo l’azoto, che la fa da padrone, con il 78%, seguito dall’ossigeno, che si attesta intorno al 20-21%, e, a seguire, molto lontano, troviamo la nostra “imputata CO2”, che si ferma ad uno striminzito 0,1%, che si accompagna ad un’altra serie di gas, fra i quali il neon, l’argon ed altri considerati nobili e, pertanto, rari (ozono).

La tesi dell’innalzamento della CO2

Ora, se prendiamo un qualsiasi studio fatto dai vari siti che sostengono la tesi dell’innalzamento della percentuale di CO2 come mai negli ultimi 800 mila anni – motivo per il quale viene gridato ai quattro venti che siamo a rischio estinzione se non facciamo immediatamente qualcosa a riguardo – ci accorgiamo immediatamente che questi signori, come si suol dire, “ciurlano nel manico”. Mi spiego meglio. Secondo la famosa – per me famigerata – curva di Keeling (in allegato), la concentrazione della CO2 in atmosfera oscilla dalle 250 alle 500 ppm (parti per milione) e può variare anche giornalmente, per cui, monitorando gli incrementi progressivi di queste famose ppm, si può determinare quale sia l’effettivo apporto dell’azione dell’uomo nell’aumento di questo componente (voglio ricordare che la CO2 ha la caratteristica di aumentare il calore specifico dell’atmosfera con l’aumentare della sua percentuale).

La mistificazione dei dati

E qui viene l’inghippo mistificatorio di tutti coloro che vogliono sostenere questa spudorata tesi – che malauguratamente segue solo ed esclusivamente gli interessi personali di chi la conduce – poiché ci presentano dei grafici all’interno dei quali si evidenzia come, negli ultimi decenni. si sia registrato un aumento a 440 ppm, cosa mai registrata, appunto, negli ultimi 800 mila anni. E, come è del tutto ovvio, se mi presenti un grafico nel quale mi dimostri inequivocabilmente che le ppm sono aumentate nell’ultimo decennio del 44%, nessuno può o vuole confutarti questo dato, ma ciò non significa che, nella complessità dell’argomento, tu abbia ragione, in quanto non mi stai parametrando – molto furbescamente – il dato specifico sul totale generale, ovvero sull’influenza della CO2 generale. Infatti, ricordandoci che la CO2 è pari allo 0,1%, se gli imputiamo un aumento del 44%, ci accorgiamo che essa può al massimo arrivare allo 0,14% – sempre che tale aumento sia oggettivo e non soggettivo, come è molto probabile – che non sposta in alcun modo l’influenza della stessa CO2 sugli eventi anomali del cosiddetto “cambiamento climatico”.

https://www.dima.unige.it/~denegri/PLS2/PENSIERO_SCIENTIFICO%20DEF/L’ATMOSFERA/Pages/atm%20compos%20e%20struttura.htm#:~:text=L’aria%20che%20respiriamo%20e,alogeni%20e%20rari(ozono).

La tesi priva di riscontri scientifici

Sulla scia di questa evidenza, pare del tutto ovvio, come sia assurdo, il cavalcare questa tesi totalmente priva di riscontri oggettivi e scientifici – voglio ricordare che le famigerate ppm si intendono 1 parte su 1 milione di parti, cioè praticamente nulla – e le motivazioni per le quali questi decerebrati perseguono questa politica vanno cercate altrove.

Il disastro incombente

Ma forse nessuno si rende conto di una situazione che realmente potrà portarci molto brevemente al disastro più totale per il nostro continente, ed è relativa al fatto inoppugnabile che se noi siamo costretti ad adeguarci a tali scellerate politiche, dall’altra parte del nostro pianeta, e più precisamente in Cina, se ne guardano bene dal percorrere la stessa stupida strada, prendendo i cosiddetti “due piccioni con una fava”, in quanto sono i maggiori produttori di motori e veicoli elettrici – che vendono a noi, ovviamente – detenendo i più ricchi giacimenti delle materie che necessitano alla costruzione degli stessi e, dall’altra parte, stanno sviluppando dei motori a gasolio di ultima generazione, con consumi ed emissioni di CO2 assolutamente innovativi, che metteranno fuori gioco definitivamente il mondo dell’automotive elettrico. Per cui, considerando che i piani industriali per trasformare la produzione nazionale e continentale possono necessitare anche di diversi decenni di tempo, la fine molto probabile che noi saremo costretti a fare sarà quella nella quale la Cina e tutto il Sud-Est asiatico continueranno a produrre motori endotermici, che poi venderanno all’Europa e al resto del mondo, fornendole, nel contempo, le batterie elettriche per le auto. che saremo costretti a produrre da una politica assolutamente non in condizioni di gestire questa rivoluzione epocale della nostra umanità. E noi ci ritroveremo in ritardo di 15 o 20 anni sui piani industriali, e saremo costretti a spendere altri miliardi per poter tornare indietro sui nostri passi e riconvertire l’industria elettrica dell’automotive, per evitare il tracollo finanziario definitivo.

Le conseguenze sociali

E, come si sa, al tracollo finanziario seguirà, senza ombra di dubbio, un sisma più o meno serio nella componente sociale del nostro Vecchio Continente. Ma la cosa più sconcertante è che, come nella vecchia favola del Pifferaio Magico, praticamente tutta la società segua, inebetita, queste politiche suicide, avallandole con il proprio benestare.

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