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La Commissione Europea può vietare i social media in caso di disordini civili

uomo imbavagliato. La mordacchia riporta il tema della bandiera dell'Unione Europea

Tabella dei contenuti

La Commissione Europea ha recentemente dichiarato che l’Unione Europea può vietare le piattaforme di social media in caso di disordini civili. Secondo Thierry Breton, Commissario Europeo per il mercato interno, se sono presenti contenuti di odio, contenuti che richiedono disordini o uccisioni, le piattaforme sono obbligate a eliminarli. Se non lo fanno, saranno sanzionate immediatamente.

La regolamentazione dei contenuti online

La Commissione Europea ha espresso la volontà di regolare i contenuti online e di effettuare uno shutdown selettivo di internet. Questo potere si credeva possibile solo nella Repubblica Popolare Cinese con il suo “Grande Firewall”, il sistema di censura e sorveglianza che blocca l’accesso in Cina a siti enormi come YouTube e Facebook. La Commissione Europea vuole costruire una Grande Muraglia digitale europea, il che significa che i cittadini europei potrebbero essere privati dell’accesso a determinati siti web.

La regolamentazione dei contenuti online è un tema molto discusso negli ultimi anni. Con l’aumento dell’utilizzo di internet e dei social media, la diffusione di contenuti inappropriati o illegali è diventata sempre più frequente. La Commissione Europea sta cercando di affrontare questo problema attraverso l’introduzione di leggi e regolamenti volti a garantire la sicurezza online.

Il potere di bandire i giganti dei social media

Secondo il Commissario Breton, i giganti dei social media come TikTok, Facebook, Twitter, YouTube, ecc. potrebbero essere banditi sulla base dell’EU Digital Services Act (DSA). Questa legge è stata introdotta per regolare i servizi digitali e garantire la sicurezza online. L’obiettivo dichiarato dell’EU Digital Services Act è quello di creare un ambiente online più sicuro per gli utenti.

Il potere di bandire i giganti dei social media è un tema molto controverso. Molti sostengono che questa mossa sarebbe un attacco alla libertà di espressione e alla democrazia. Tuttavia, altri ritengono che sia necessario regolare i giganti dei social media per garantire la sicurezza online.

La situazione in Francia

L’occasione di questo giro di vite contro la libertà di espressione in rete arriva ovviamente dopo le violente rivolte etniche scoppiate in Francia negli scorsi giorni. Il governo francese sta estendendo i limiti legali dello spionaggio sui suoi cittadini, già divenuti ampli dopo la strage del Bataclan del 2015.

Il presidente francese Macron ha espresso l’idea dell’interruzione dei social durante i giorni di barbarie nelle città francesi e francofone (anche cittadine del Belgio e della Svizzera sono state contagiate dai moti). In una riunione con oltre 250 sindaci lo scorso 4 luglio, Macron ha detto che “dobbiamo pensare a come i giovani usano i social network, in famiglia, a scuola, i divieti ci dovrebbero essere… e quando le cose ci sfuggono di mano potremmo doverli regolamentare o tagliarli”. Questa dichiarazione ha suscitato molte polemiche e ha portato a un contraccolpo politico da parte dell’opposizione, dopo le quali varie figure del governo francese hanno cercato di fare marcia indietro sui commenti di Macron, affermando che il presidente non intendeva un “oscuramento generale” delle piattaforme di social media, ma piuttosto una sospensione “occasionale e temporanea” delle reti online.

Conclusioni

In conclusione, la Commissione Europea sta cercando di affrontare il problema della diffusione di contenuti inappropriati o illegali online attraverso l’introduzione di leggi e regolamenti volti a garantire la “sicurezza” online. Tuttavia, la regolamentazione dei contenuti online è un tema molto controverso e solleva molte preoccupazioni riguardo alla libertà di espressione e alla democrazia. La situazione in Francia ha portato alla ribalta questo dibattito, e state pur sereni che l’UE, che ha già dimostrato in diverse occasioni la sua volontà di attuare piani inumani, attraverso il noto meccanismo delle finestre di Overton, proverà fino all’ultimo a restringere sempre di più le libertà individuali e l’autodeterminazione dei popoli.

A meno che, ahimè, senza grandi speranze in merito, il popolo non drizzi la schiena d’improvviso.

(Fonte: Renovatio21.com)

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